manicomio di mombello backstge

Manicomio di Mombello: lo shooting fotografico

Lo shooting all’ex manicomio di Mombello, dove la natura abbellisce il degrado urbano.

Un luogo oscuro, con un passato che impregna ogni molecola di ciò che ancora resiste al tempo. L’ex manicomio di Mombello è un concentrato di emozioni, uno scheletro freddo che è parte della storia di Milano.

manicomio di mombello backstge
Manicomio di Mombello: una foto di backstage

L’ex Istituto di Cura Antonini, nei pressi di Limbiate (Monza), meglio conosciuto come Mombello, è l’ultimo grande manicomio del capoluogo lombardo. Il Mombello nasce nel 1500 come villa estiva di una ricca famiglia, i Carcano, e diviene abitazione di Napoleone durante la Campagna d’Italia e, per la sua bellezza, assume il nome di Montebello (poi accorciato in Mombello). Nel 1865, è la Provincia di Milano a diventarne proprietaria e vi trasferisce gli ospiti del manicomio cittadino.

Da allora, un’aura sinistra ha avvolto la struttura; storie di angoscia e sofferenza, un mondo oscuro tra le mura di questa struttura. Ancora oggi, che tutto è finito e non restano che i fantasmi, i muri e i ferri vecchi inghiottiti dalla vegetazione, quel velo nero non se ne è andato.  Dal ’78, quando è stato chiuso, l’ex manicomio di Mombello è soggetto ad un degrado incontrollato, ma è una perfetta location per degli scatti artistici.

L’ex manicomio di Mombello diventa la casa delle streghe o il ritrovo di spiriti inquieti, una location perfetta per una storia fotografica avvolta nella magia, nell’allure gothic, dove luci ed ombre danno vita a creature quasi fantasy.

manicomio di mombello foto violetta
manicomio di mombello: uno scatto onirico

Tra l’edera che si avvinghia ai mattoni e ai pavimenti, sbucano coloratissimi graffiti, street style che incontra la natura incontrastata che si impadronisce di tutto, il male da cui nasce il bene a nuova vita, presenze angeliche dai risvolti oscuri, apparizioni, tra fuochi fatui e vetrate incrinate dove si aggira Uthe Bacher, bianca presenza come un angelo che calpesta le foglie secche. Amira Munteanu Bergmann come spirito in tulle rosa e tacchi a spillo. Le Streghe di Eastwick che si aggirano in mezzo macerie di un mondo finito.

manicomio di mombello shooting trio
Manicomio di Mombello: da sinistra io (Violetta), Uthe e Amira

Uno shooting che racconta un’esperienza, un Universo parallelo racchiuso tra i mattoni e gli intonaci, il racconto perfetto dell’eterna domanda “c’è vita dopo la morte?”. Per l’ex manicomio di Mombello sì, una vita che diventa arte urbana, che risorge con una faccia nuova dalle macerie e dal degrado, una storia che continua, una presenza che resta e si evolve, cambiando fisionomia, come una persona, la quarta protagonista di questo shooting.

manicomio di mombello
shooting backstage
manicomio di mombello
l’abbraccio della natura in mezzo al degrado del manicomio di Mombello
manicomio di mombello
shooting
manicomio di mombello
shooting: Violetta Smik e gli spettri al manicomio di Mombello
manicomio di mombello
Violetta e la natura al manicomio di Mombello
manicomio di mombello backstage trucco
al trucco prima dello shooting (con Uther Bacher che mi fissa)
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather
Facebooktwittergoogle_pluslinkedinrssyoutubeby feather

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *